IPHICLIDES PODALIRIUS L. (Podalirio)

IPHICLIDES PODALIRIUS L. – famiglia PAPILIONIDAE – (Podalirio)

L’adattamento ad ambienti più vari fanno del PODALIRIO la specie più conosciuta e più diffusa di questa famiglia, anche se la sua popolazione risulta via via in diminuzione; è una delle più grandi farfalle presenti sulle Alpi. Ha una apertura alare che va dai 64 ai 90 mm. Possiede un volo caratteristico, lento e planante. E’ una specie con buona tendenza migratoria.

Ha una livrea giallo pallida, a fasce trasversali bruno-nerastre, a forma di V dirette verso l’angolo dell’ala anteriore. In alcune varietà il colore di fondo può essere bianco e le fasce essere di un nero marcato. Le ali posteriori hanno delle macchie ocellate arancioni e azzurre e le code sono piuttosto allungate e scure.

In primavera frequenta di preferenza prati e radure delle zone collinose e montane, mentre durante l’estate predilige i frutteti e i boschi radi, ma anche ambienti aridi e molto assolati situate a quote più basse.

Una curiosità: il naturalista Linneo diede il nome di  Podalirio, prendendolo dalla mitologia greca: Podalirio (gr. Ποδαλείριος) Mitico figlio di Asclepio, fratello del medico Macaone e medico egli stesso; guidò a Troia con il fratello le truppe tessale da Itome, Tricca ed Ecalia; curò fra gli altri Filottete; sopravvissuto al fratello, al ritorno da Troia andò secondo il responso dell’oracolo di Delfi in Caria, dove guarì e poi sposò Sirna, la figlia del re Dameto, dalla quale denominò la città che fondò nella regione.

CICLO DI VITA TEMPORALE:

Il Podalirio ha 2/3 generazioni durante l’anno. La femmina, simile al maschio per i colori, normalmente è più grande di dimensioni, depone le uova isolate sulle piante nutrici: Prunus spinosa, piante dei generi Prunus, Pyrus, Malus, Sorbus, Crataegus.

1° stadio: L’UOVO

La femmina depone uova molto piccole di colore verdastro chiaro, sulla faccia inferiore delle foglie di alberi da frutto, dei prugnoli ma anche su altre essenze arbustive.Come generalmente accade in tutte le farfalle, le uova deposte dopo pochi giorni cangiano il colore originale in uno più scuro e mimetizzato. Hanno una incubazione alquanto ridotta visto che schiudono generalmente in meno di dieci giorni.

2° stadio: IL BRUCO o larva

Lo stadio larvale dura 5-8 settimane. In questa specie i bruchi, anche quando non devono mutare pelle, possono tessere uno straterello di seta per garantire un migliore appiglio alle foglie dove si soffermano.

Il bruco (o più giustamente larva, parlando di lepidotteri) si nutre di Apiaceae e quindi principalmente di finocchio e carota, ma anche la ruta è molto ricercata. Il bruco compie diverse mute e nelle sue ultime fasi si presenta verde con anelli neri e punti arancioni. Nei primi stadi invece è nero con macchie bianche, apparendo all’occhio disattento una semplice deiezione di uccello. Giunto a maturità, il bruco, che arriva a misurare appena 3 centimetri circa, si prepara alla ninfosi: si sofferma quindi su un substrato, costituito di solito da un ramo della pianta nutrice, e a un certo momento vi si ancora con una ‘cintura’ di seta.Dopo circa 24 ore o più di quiescenza, il bruco si trasforma in una crisalide, di color verde o bruno

3° stadio: LA CRISALIDE o pupa

La crisalide, di colore dapprima verde e poi bruna, è legata ai rami della pianta nutrice con fili di seta saldamente ancorati che ne garantiscono la sopravvivenza durante la stagione invernale.

Il suo ciclo allo stato di crisalide dura circa 4 settimane in estate e 6 settimane in inverno.

Piante ospiti: alberi da frutto (Pruno, Ciliegio, Pesco, Albicocco, Pero, Melo ed altre) ed arbusti (Biancospino, Prugnolo, Sorbo ed altri).

4° stadio: L’IMAGO o farfalla adulta

La farfalla abbandona la crisalide molto rapidamente: non essendovi un bozzolo da cui uscire, l’adulto spinge semplicemente contro l’involucro secco e friabile della crisalide e ne esce fuori. L’adulto neosfarfallato, che ha le ali piccole e mollicce, si arrampica verso l’alto finché non trova un punto adatto e tranquillo dove fermarsi a lasciar distendere le ali, dopodiché in alcuni minuti le ali raggiungono la dimensione e rigidità definitiva.La sua vita da farfalla adulta va dalle due alle 3 settimane circa.

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Raccolta Guido Testi
  • Le farfalle delle Alpi, di Gianluca ferretti – Stargrafica srl San Mauro (TO)

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