ARCTIUM LAPPA (Bardana)

BARDANA (Arctium lappa L. – Compositae)

Pianta erbacea, eretta e biennale, è abbastanza comune in Italia ma assente in Sicilia. Vive su orati incolti ma anche su aree antropizzate (lungo le siepi) e sui boschi, dal piano fino a 1100 metri s.l.m. e fiorisce tra luglio e settembre.

Una pianta che conosciamo tutti, comune nei boschi ombrosi, nei rudereti, accanto ai rustici abbandonati. Da bambini ricordo si giocava a lanciarci dietri i capolini dei fiori magari quelli appena sfioriti in quanto le bractee dei calici del fiore, uncinate, si attaccavano in un istante ai vestiti dei compagni di gioco. Infatti la Bardana è pianta “zoocora” che si è elaborata in maniera tale da poter attaccare il capolino, quando è ricolmo di semi, al vello, al pelo degli animati che li sfiorano, uno stratagemma per portare la propria vita distante dalla pianta madre. Per questo nel Veneto è stata chiamata da sempre anche “pètasachi”, per la facilità con la quale si attacca a calzettoni, vestiti o alla juta dei sacchi che i contadini portano addosso intorno casa con legna, patate, fieno o altro. Lo studio della particolare caratteristica dei suoi capolini ricurvi, utilizzati per la dispersione dei semi, come già detto sopra, sembra abbia ispirato l’invenzione del sistema apri e chiudi: il velcro.

Vedi foto sottostante: ha ispirato l’invenzione del sistema apri e chiudi: il velcro.

La Bardana è pianta resistentissima con grande volontà di vivere e perpetuare la sua vita. E’ infatti una pianta tenacissima, se lasciamo che si diffondano i suoi semi nel nostro orto o giardino, non riusciremo più a controllarla. Ricordiamolo: non esiste l’eutanasia in natura, le piante hanno sempre e solo un messaggio, un obiettivo nel cuore, perpetuare la vita anche quando un incendio o altro la ha devastata, nelle cellule dei tessuti rimanenti le eliche della vita del DNA ed RNA dicono solo “Vita!”. La Bardana è pianta conosciuta fin dalla antichità e molto utile sia in cucina che come pianta officinale. In cucina i giovani teneri germogli che porteranno il fiore in passato venivano usati nel brodo o nelle insalate finemente tritati. E’ pianta biennale e la radice, raccolta nell’Inverno del primo anno, bollita e condita come le verdure lesse, è una vera e propria prelibatezza. Se invece la stessa radice la secchiamo dopo averla tagliata in listelli e poi in quadratini, possiamo usarla in decotti per combattere foruncolosi, acne, dermatiti anche in estratti. Le sue larghe foglie, come ho detto già in altre schede, che hanno ispirato molti pittori, le ho annoverate tra le piante utili agli escursionisti” perché da questi innamorati della natura vengono spesse usate nelle loro escursioni o per fabbricarsi cappellini per la pioggia o come … carta igienica…. Non scandalizzatevi, la natura … è natura anche per l’uomo che ne è parte strutturale ed inscindibile.

Una sua “sorella” e la BARDANA MINORE (Arctius minus) nella foto sottostante nel momento pre-fioritura, di cui si parlerà in seguito.

BIBLIOGRAFIA: Diacono Bruno Martino, naturalista.

 

 

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