FILIPENDULA VULGARIS Moench (Regina dei prati)

REGINA DEI PRATI o OLMARIA PEPERINA (Filipendula vulgaris Moench – Rosaceae)

Pianta perenne sempreverde, può raggiundere anche 70 cm. di altezza. Fiorisce fra maggio e giugno e si trova dalla pianura a fino 1000 m. s.l.m. Il nome del genere Filipendula, che significa “pendente da un filo”, deriva dalle radici allungate della pianta da dove si sviluppano dei tubercoli amari. I fiori sono bianchi e cremosi e profumano di dolce; per questo alcuni chiamano questa pianta “l’amica delle api”.

Nei prati poco sfalciati ed al loro limitare, vivono una Rosaceae del Genere Filipendula: la Regina dei Prati (Filipendula vulgaris) che vive al centro del prato e con i suoi morbidissimi e splendidi batuffoli bianchi svetta sulle altre erbe specie Graminaceae, e da qui il nome di “Regina dei prati” in quanto si distingue e … regna su tutte le altre erbe e su tutti i fiori del suo prato. Non si può confonderla con la Filipendula ulmaria (Olmaria comune) sua cugina per la forma delle sue foglie nettamente diverse da quest’ultima. Ecco come si presentano le foglie della Filipendula vulgaris (Regina dei prati o olmaria peperina) che appaiono grossolanamente deltellate; le foglie inferiori hanno fino ad otto paia di grandi foglie. Pianta amata anche da alcune specie di farfalle che la preferiscono per nutrire le loro larve dopo la schiusura delle uova.

Come erba officinale i fiori hanno avuto qualche utilizzazione, specie in passato, per le proprietà diuretiche e con blanda azione lassativa e, qualche secolo fa, si usavano anche le parti sotterranee della pianta per combattere i calcoli cosa che oggi sconsiglio di fare per conto proprio per non correre tra l’altro il rischio di dolorosissime crisi: questa è materia medica ed il “fai da te” non deve per nessun motivo esser preso in considerazione. Qualche autore dà come commestibili radici e foglie per insalate di verdure fresche e per minestre brodose ma non trovo riscontro di questo nella Pedemontana del Monte Grappa. I fiori somigliano molto a quelli delle Spiree da giardino e per questo esiste anche per questa pianta la pessima pratica di svellerle dal campo e di portarle nel giardino di casa: assolutamente da non fare. Viene inoltre usata per la profumeria, per i bouquet delle sporse e per realizzare potpourri.

BIBLIOGRAFIA:

  • Diacono Bruno Martino, naturalista
  • Fotografie di Guido Testi

 

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