FRAGARIA VESCA L. (Fragola buona o di bosco)

FRAGOLA BUONA o DI BOSCO – Fragaria vesca L. – Rosaceae

Attualmente esistono più di 20 specie appartenenti al genere Fragaria. Il primo criterio di classificazione  fra le varie specie è quello di verificare il numero di cromosomi. Di regola, più coppie di cromosomi conferiscono una maggior robustezza alla pianta, che produce fragole più grandi. Importante considerare che il loro fiore è BIANCO e la fragola è sempre “pendula” dal proprio stelo per non confonderla con la “fragola matta” la Duchesnea indica che ha il fiore GIALLO e la fragola eretta all’apice dello stelo.

Più genericamente attribuiamo alla Fragaria vessca  il nome italiano di fragola buona o fragola di bosco. Si possono raccogliere dai primi di maggio fino alla fine di ottobre. Chiaramente tale periodo può variare in base alla zona ed al clima in cui cresce.

Il nome del genere, Fragaria, sembrerebbe derivare dal latino “Fragrans”. La “Fragola buona” ha il fiore bianco, ha il gambo più lungo, il frutto guarda in basso, è profumata ed ha uno splendido sapore. Nelle radure assolate ai margini dei boschi montani e pedemontani, è spesso presente la nostra Fragola che allieta le famigliole che ne vanno in cerca per raccoglierla, gustarla ed usarla in cucina in mille modi, ad esempio una bella e buonissima crostata di fragoline di bosco.

Un momento di vita sempre illuminato da sorrisi, battute, amicizia, affetto, abbracci … come se già solo la vista di un prato con tante di queste splendide nostre sorelline “a sangue verde” fosse sufficiente a ridonarci sapori dell’anima ormai quasi perduti da molti e che ci riempiono il cuore di speranza, di amicizia, di passione. Anche la Fragola, sono da considerarsi botanicamente “falsi frutti”. Infatti, nella formazione del frutto, appunto, è intervenuto il ricettacolo, come a volte il calice, o i petali etc., che collabora per far divenire più appetibile il frutto vero, i semini (stessa cosa nel caso del Fico che è anch’esso un “falso frutto” – i frutti sono i semini interni alla polpa) e quindi gli animali, compreso l’uomo, possono desiderarlo, mangiarlo e ridistribuirlo con le feci nell’ambiente per dare origini ad altre piante della stessa specie. Oltre al profumo magnifico dei frutti maturi, la fragranza degli stessi sia freschi che in mille dolciumi, è utile sapere che contengono buone quantità di ferro, acido salicilico, fosforo e calcio.

Il contenuto di tannini, specie nelle foglie (anche nelle radici), coadiuva una azione astringente, come quelle del cugino Rovo. Per questo viene usato sia per via interna per piccole forme diarroiche di origine indefinita, sia per impacchi e lavaggi ben filtrati e tiepidi su mucose intime infiammate, ed anche per sciacqui e gargarismi al cavo orale ed alla gola. La polpa dei frutti le signore dell’antichità le usavano per impacchi sulla pelle del viso e delle mani perché divenisse più morbida e vellutata. I frutti solitamente non creano allergie, ma possono verificarsi , in particolare sui bambini, pruriti da reazioni allergiche specie se i frutti non sono ben maturi. Le Fragoline di bosco e quelle coltivate, come ben sapete, vengono usate in mille altri modi, dai sorbetti ai coktails, dalle gelatine…ai gelati, ai primi piatti, alle salse più elaborate. Una confidenza: io ho avuto fin da bambino un gran rapporto con l’ambiente tutto e specie con i prati di Fragole, anche perché esse vivono ai margini, ai bordi del bosco ed in mezzo ad esse si sdraiano pacchianamente e tranquillamente anche gli amici Serpenti. Si potrebbe dire molto di più ma per questa scheda ci fermiamo qui, lasciando agli appassionati una ricerca ulteriore.

BIBLIOGRAFIA:

  • Diacono Bruno Martino, naturalista
  • Fotografie di Guido Testi

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