LEUCANTEMUM VULGARE Lanch. (Margheritone)

MARGHERITONE (Leucantemum vulgare Lanch. – Compositae)

La Margherita, nel linguaggio simbolico dei fiori, vuole comunicarci “purezza, bontà, fedeltà”: conviene, oltre che per la sua bellezza, per il suo splendore, anche solo per questo suo significato … farla crescere e moltiplicare nei prati, giardini ed orti di tutte le nostre case …

Una pianta che arricchisce con i suoi grandi fiori i prati della pedemontana ed anche della montagna con i suoi brillanti colori bianchi e dorati.

Anche il Margheritone, “cugino” dei Tanaceti – stessa famiglia ed anche stesso odore di Crisantemo – era usato come pianta officinale nei secoli scorsi per una gran varietà di mali, compreso quelli che riguardavano il fegato. Come cicatrizzante e per altri usi esterni veniva inserita nella formulazione di unguenti ottenuti, nella base, con grasso di oca o di maiale.

Sempre in passato era considerata nella formulazione di colliri nelle congiuntiviti ed anche in cucina, le giovanissime foglie, nei misti di verdure crude nelle insalate di erbe spontanee. Nel pascolo non viene e non veniva vista di buon occhio perché il fusto viene rifiutato dalle mucche e dalle pecore. Come e forse più delle Pratoline, perché molto più grande nei capolini, questo fiore è stata usato in antichità per capire profeticamente l’andamento dei fatti personali … e non solo, ed ai nostri giorni (forse…) ancora usata da qualche “nostalgi-romantico” per interpretare, attraverso il sacrificio dei petali da strappare ad uno ad uno, nel famoso gioco del “m’ama … non m’ama”, i sentimenti della ragazza o del ragazzo che ha rapito il cuore…

BIBLIOGRAFIA: Diacono Bruno Martino, naturalista.

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