TANACETUM VULGARE L. (Tanaceto volgare)

TANACETO VOLGARE ( Tanacetum vulgare L. – Compositae)

E’ questo il Tanaceto che si usa per macerati a freddo insieme ad altre erbe per creare soluzioni che, spruzzate, vaporizzate sui pidocchi delle Rose o di altre piante non commestibili, possono eliminarli senza far ricorso a prodotti chimici.

Le formule sono le più varie. Una di queste dice: “In un secchio mettere qualche spicchio di Aglio contuso, qualche pianta di Equiseto arvense, alcune piante intere con le sommità fiorite di Tanaceto volgare, qualche pugno di cima di Ortiche, lasciando almeno un mese il tutto nel secchio coperto anche esposto al sole, girando ogni tanto. Poi si filtra il contenuto, anche dopo due-tre mesi (più puzza, dicono, e meglio è) e se ne mette in uno spruzzatore da un litro un bicchiere e si spruzza sui pidocchi. Partire sempre con poca dose e solo su un getto. Se è troppo concentrato potrebbe mettere in difficoltà i germogli più teneri delle rose. Fate le vostre dosi, continuate nelle ricerche.” La cosa più difficile è trovare questa piantina, almeno nella nostra area dove è naturalizzata ma in pochi esemplari.

Tante volte, andando verso il Trentino, il Bolzanino anche nelle montagne fino a 900-1000 metri, lo si vede in Luglio – Agosto ai bordi delle strade dove poi a Settembre vengono tagliati dai mezzi di pulizia rotanti locali. Se andate ad esempio dopo Tezze Valsugana, proseguendo verso i Laghi di Levico e Caldonazzo, vedrete questa pianta fiorita lungo gli scioli d’acqua ai lati delle strade da fine Luglio a metà Settembre. Se prima che la taglino vi portate a casa qualche capolino colmo di semi maturi non fate del male a nessuno, lungo le statali, stando attenti al traffico…naturalmente. Potete seminarli nell’orto o in giardino così moltiplicarli e diffondere questo uso nel vostro paese di residenza in maniera da diminuire l’uso di fitofarmaci chimici. L’odore forte di questa pianta (aroma di Crisantemo), quando la fame, nel Medioevo, era fame sul serio, portava le massaie ad usare le foglie per insaporire le frittate, ed i pasticceri dell’epoca le usavano al posto delle spezie allora già troppo costose e non alla loro portata. Ma oggi i nostri gusti sono cambiati e non portano più sapori così forti ma sarebbe intrigante una bella ricerca in questo senso per non confinare questa splendida amica a sangue verde solo tra le erbe … repellenti per il gusto dei nostri pidocchini specie quelli delle Rose del nostro giardino. Sempre qualche tempo fa, nei secoli scorsi, anche i topi venivano tenuti distante dal frumento e dal mais immagazzinato nei fienili ed addirittura tenuto accanto alle carni macellate per tenere lontane le mosche e mosconi verdi d’ogni sorta. Veniva, sempre in quell’epoca, anche questa pianta, come il Tanaceto partenio, usata per le donne per prevenire aborti, nei cosmetici dell’epoca – poveri uomini – e per molti altri funzioni. Nessuno di questi impieghi è oggi in uso: le patologie, parti, gravidanza difficili, dolori femminili etc. sono esclusivamente e tassativamente di competenza medica. Per tutti questi usi questa pianta è stata chiamata dai primi scopritori “Tanaceto” che voleva dire, nell’antichità, come parola greca “immortalità”, proprio per quanta considerazione aveva tra i medici dell’epoca.

BIBLIOGRAFIA: Diacono Bruno Martino, naturalista.

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