Domenica 24 Ottobre – Giornata Ecologica – San Zenone degli Ezzelini

Ho ideato le “Giornate ecologiche”, per la pulizia da ogni bruttura di fossi, prati e boschi, bordi delle strade principali e secondarie, nel 1978/1979. Ne abbiamo organizzato come Associazione Sentieri Natura due l’anno senza mai fermarci. Ringrazio l’attuale Presidente prof. Mario Seminati, per questa puntuale attività, e ringrazio tutti coloro che parteciperanno.
IL PRESIDENTE ONORARIO
Diacono Bruno Martino

01/10/2021 – Presentazione del DVD della 5a edizione del progetto “Arte e Natura”

IERI SERA PRESENTAZIONE DEL MIO DVD DELLA 5a EDIZIONE DEL PROGETTO “ARTE E NATURA” dedicata allo scultore Maestro Luigi Citton insieme al quale ho lavorato un anno circa per realizzare le foto delle sue opere che sono state poi inserite nel mio DVD presentato ieri sera Nel centro polivalente La Roggia di San Zenone. Di seguito, la copia del mio discorso di presentazione.
Buona giornata a tutti.
Diacono Bruno Martino
PRESIDENTE ONORARIO ASSOCIAZIONE SENTIERI NATURA “PARCO DEGLI EZZELINI”.
Mio discorso di apertura di ieri sera:
30 SETTEMBRE 2021 – ASSOCIAZIONE SENTIERI NATURA “PARCO DEGLI EZZELINI” – PRESENTAZIONE DELLA 5° EDIZIONE DEL PROGETTO “ARTE E NATURA” – SCULTORE LUIGI CITTON – DIACONO BRUNO MARTINO
Un cordiale benvenuto a tutti. La quinta edizione del nostro progetto ARTE E NATURA è dedicata allo scultore Luigi Citton, un nostro prezioso concittadino di Liedolo che nelle sue pregevoli opere, nelle sue sculture su marmo bianco di Carrara, coltiva l’arte che la vita ha voluto infondere nella sua anima e nel suo cuore, e nella quale si esprime principalmente come strumento di devozione nel suo cammino artistico ma anche di fede, di conversione e di salvezza. Il Maestro Luigi Citton ha sentito questa pulsione fin dalla più tenera età ed è simpatico e significativo raccontare che proprio a San Zenone, ed esattamente a Villa Rubelli, sia stato colpito da testimonianze meravigliose che lo hanno spinto a cimentarsi col marmo e realizzare le sue prime opere. Infatti racconta che quando frequentava la scuola materna, ospitata a Villa Rubelli, nel lato Sud, e, al lato opposto, c’era un vecchio laboratorio e proprio “passando lì davanti” – così scrive Luigi nella sua biografia – “il suo sguardo fu rapito e ammaliato da un uomo che indossava un camice bianco . Si trattava di un famoso scultore, Piergiorgio Rebesco, di San Zenone degli Ezzelini. Una figura di artista che resterà da quel giorno in poi indelebilmente impressa nella sua mente.” In tanti altri momenti Luigi tornerà a sbirciare lo scultore Rebesco nel suo laboratorio, mentre lavorava, a Villa Rubelli, osservando con ammirazione e profonda emozione l’artista creare le sue opere. Questo, per utilizzare una espressione di Citton, contribuì moltissimo a convincerlo, ma solo diversi decenni più avanti, a sperimentare se stesso, a cominciare a “sporcarsi le mani” lavorando il marmo. Giovanissimo fondò insieme ad un altro imprenditore, la impresa Mazzaro & Citton e ,fino a quaranta anni, con determinazione e grande buona volontà si dedica esclusivamente al lavoro. Ma le sue pulsioni artistiche continuano a farsi vive nel suo animo e comincia a 40 anni a dipingere su tela. Ma quella profonda, intima esigenza, lo porterà pian piano a dedicarsi alla sua vera vocazione artistica, quella della scultura, alla quale comincia a dedicarsi da quel momento con grande impegno e continuità. La sua prima realizzazione fu una Madonna di circa 30 centimetri, quindi prese subito la strada dell’opera religiosa, e prosegui con il busto del Papa Giovanni Paolo II e la Madonna Addolorata del Perdono, a grandezza naturale, poi, un bassorilievo con due Angeli. E ancora: la Tomba del Padre e della Madre , fino ad arrivare al grande monumento all’Alpino che possiamo ammirare in piazza a Paderno, intitolato “PACE VEGLIANDO”, titolo che ho l’onore di aver coniato io. Ricordo poi il “Secchiello dell’acquasantiera”, La Scala, L’abbraccio, Il Cacciatore ed ancora un’opera bellissima in bassorilievo che raffigura la cattura di Alberico da Romano sul Colle Castellaro, la carcerazione del Beato Forzatè. E ancora: un’altra intitolata “La forza del dolore”, e diverse altre che possiamo ammirare nel frontespizio della Chiesa di Semonzo, in Chiesa a Liedolo, una di grande bellezza, perfezione e suggestione mistica di Gesù crocifisso posta poco tempo fa all’interno, subito dopo l’entrata a sinistra, del Santuario della Madonna del Monte sul Castellaro e diverse altre.
Nel fotografare queste opere ed inserirle nell’ambiente ho trovato diverse difficoltà. Innanzi tutto per IL LORO PESO . Non potevano essere trasportate, quasi tutte, nei nostri sentieri natura tra colli ruscelli prati e boschi come invece sono riuscito a fare ad esempio con una semplice carriola da muratore con le opere di Enzo Alberton nella prima edizione, con i quadri di Giulio Bortignon nella terza edizione e con i lavori più piccoli di Piergiorgio Rebesco nella quarta edizione. Altra difficoltà: … il BIANCO UNIFOME E LUMINOSO DEL MARMO di Carrara dei bassorilievi bellissimi di Luigi Citton ma che non donavano ombre all’immagine fotografica. Io non dispongo di un idoneo impianto di luci e riflettori e non ho la conoscenza fotografica per farlo. Ho fotografato quindi al meglio possibile principalmente nel suo laboratorio utilizzando solo la luce naturale cercando di sfruttare al meglio e con diverse prove la luce del piccolo lucernario sul tetto e della porta di ingresso. Qualche foto,come vedrete specie all’inizio del video, l’ho scattata tra i Liriodendri con i colori autunnali nel mio guardino di casa e all’aperto per le statue della Chiesa di Semonzo. Ed ancora in piazza a Paderno pe il monumento all’Alpino e all’interno della Torre di San Zenone, nella casa di Luigi e della Chiesa di Liedolo dove erano presenti altre sue opere.
Il CD che proietteremo tra pochi minuti è stato ben preparato dallo Studio IMAGINARTE di San Zenone, dall’amico Michele Barichello e lo ringrazio per la collaborazione che sempre negli anni ci ha offerto per questo nostro progetto e per altre prestazioni professionali. Come nelle altre edizioni del nostro progetto “ARTE E NATURA”, la proiezione durerà circa 35 minuti.
Una riflessione speciale occorre farla, per l’importanza artistica e non solo, specificatamente alla sua “Via Crucis”, esposta in Chiesa a San Zenone anche durante le feste quinquennali appena terminate del Divin Crocifisso. Da anni ho la gioia di accompagnare lo scultore Luigi Citton nella presentazione delle sue opere ed anche delle sue pubblicazioni. Quando ho visto per la prima volta nel suo laboratorio gli splendidi bassorilievi realizzati con Marmo di Carrara sono rimasto colpito dalla loro bellezza e dalla loro solennità: un lavoro immane ed ho cercato di capire la genesi della sua rivisitazione della Via Crucis. Mi ha confidato quanto questo lavoro l’abbia coinvolto totalmente e come abbia iniziato a realizzare le sculture con molto entusiasmo dedicando a Dio la fatica e l’impegno nella sua creatività artistica alimentata da una fede operosa, da pulsioni spirituali che hanno provocato e sostenuto il suo grande fervore nell’ultimare questo grande progetto.
Come ho già detto in Chiesa a San Zenone, ha plasmato, confidando nel Signore, questa imponente opera, ricavata dall’estrazione di ben 17 quintali di marmo grezzo di Carrara. Ora pesano complessivamente poco più di 6,5 quintali. Vuol dire che Luigi ha scalpellinato, trapanato, carteggiato e raffinato circa dieci quintali e mezzo di marmo impiegando ben 60 mesi, cioè 5 anni, compreso un anno di crete e gessi. Risultato: una serie molto ben riuscita di 14 sculture, bassorilievi che ripercorrono il cammino di Cristo sul Calvario: la via della Croce.
«Per me lavorare questa materia significa andare oltre la materia stessa – mi spiegava con sue parole Luigi – poiché non vedo tanto l’oggetto in sé, piuttosto mi lascio trasportare dalle sensazioni e da ciò che percepisco modellando il marmo. La mia fonte di ispirazione è certamente la spiritualità, sono cristiano e dunque mi riconosco nell’amore di Dio incarnato in Gesù. Allo stesso tempo, quando ho concepito le sculture, desideravo manifestare qualcosa da poter dedicare alla mia gente, che potesse portarla alla commozione, alla compassione, ad annunciare il Vangelo del Signore, a testimoniare l’Amore di Dio nella loro vita da parte di coloro che le avrebbero, come voi oggi, osservate e meditate.”
Abbiamo sottolineato, nei tanti dialoghi tra noi, la continua unione tra il cielo e la terra, tra il divino, il Cristo e l’umanità. Abbiamo detto che questo legame è possibile per il tramite della spiritualità e le opere da essa ispirate. Le sculture mostrano il profondo amore di Gesù verso l’essere umano, testimoniato dal suo sacrificio. Egli porta sulle sue spalle una grande, pesante croce, simbolo delle sofferenze umane, e queste sofferenze le fa proprie. Ma in questo calvario possiamo intravvedere un ritorno alla sorgente. Gesù ritorna al Padre e attraverso la croce e l’essere umano può ridiventare essere spirituale, ritornando al divino».
Ogni bassorilievo, quindi ogni tappa della Via Crucis concepita e realizzata da Luigi, parla al cuore con un linguaggio diretto e genuino nel quale sono racchiuse sofferenza e speranza, lacrime e sorrisi, dolore e gioia. Le opere hanno un forte impatto visivo, sia per la luminosità del marmo – volutamente bianco proprio per evocare la luce divina – sia per le loro bellezza, per la loro raffinatezza, opere che colpiscono direttamente le dimensioni più sottili del nostro cuore e della nostra spiritualità…
Il pensiero guida che emerge dalle descrizioni che, con altre parole usate dallo scultore Luigi Citton, è questo: «Per me fare arte significa mostrare ciò che non si vede, ciò che gli occhi non possono o non vogliono osservare, ciò che non sembra esserci nella materia. Potrei dire che la mia prospettiva artistica ed esistenziale sia basata su questo adagio: “Credo nel mondo reale ma quando scolpisco vivo nella dimensione spirituale”. Quest’ultima, per me, è molto più forte della dimensione materiale».
Questa angolazione consente allo scultore di guardare al mondo in maniera diversa, abbracciando una visione sintetizzabile in una parola: transustanziazione. La materia, sia essa marmo o altro, viene trasfigurata in entità fisica spirituale. Ecco perché le sue sculture riescono a rivelare l’essenza dell’anima: ciò è possibile attraverso un processo di spiritualizzazione infuso dall’artista. Questa prospettiva nutre anche la concezione esistenziale di Luigi.
Concludendo. Come ho avuto l’onore di scrivere sul libro “PACE VEGLIANDO”, di Luigi Citton, stampato in occasione della presentazione del Monumento all’Alpino di Paderno del Grappa, altra sua opera, del 2015: “l’Arte del Maestro Luigi Citton, è permeata dalla dolcezza e dalla ricchezza naturalistica, dall’identità stessa del paesaggio culturale della Pedemontana del Monte Grappa.”
In questo nostro meraviglioso territorio. Luigi Citton, senza ambire a ricerche di metodi operativi e formali delle sue sculture, inebriato da una speciale vibrazione spirituale, da una esigenza molto profonda che lo ha ispirato, sostenuto e guidato dal Vangelo di Gesù Cristo, ha realizzato le sue opere, le sue sculture, sorte dalla sua passione, dalle sue mani, dal suo cuore e dalla sua anima. Da esse si evince che laddove si genera un apocalittica sofferenza, come anche sul Calvario è avvenuto con la Crocifissione e Morte di Gesù, contestualmente si sublima tutto l’amore dell’universo spirituale. E’ l’Amore di Dio che ci sostiene in tutto ciò che ci impegniamo a fare, come è stato per Luigi in questa sua fatica artistica, per testimoniare il Suo fedele Amore salvifico tra noi.
Un grazie sincero ancora allo scultore Luigi Citton per ciò che ha saputo donarci con la sua arte, a ciò che con le sue opere ci ha offerto, realizzazioni artistiche pregevoli che rimarranno tra noi e per noi, per sempre, a testimonianza della sua laboriosità, della sua creatività artistica, della sua determinazione.
Grazie alla Associazione Sentieri Natura “Parco degli Ezzelini” e del suo presidente Prof. Mario Seminati, grazie al Comune di San Zenone degli Ezzelini, al Centro Polivalente “La Roggia” ed a tutti coloro che hanno contribuito al buon esito di questa 5° Edizione del nostro progetto “ARTE E NATURA” . Passiamo ora alla visione delle immagini del DVD che abbiamo preparato nello studio Immaginarte di San Zenone e, subito dopo, il saluto a tutti noi, a conclusione della serata, del Maestro, dello scultore, Luigi Citton.
Grazie per l’attenzione e per essere presenti qui con noi stasera.
Diacono Bruno Martino

24/09/2021 – Presentazione del cammino Naturalistico-Devozionale “Tra Fede e Natura” – Borso del Grappa

IERI SERA A BORSO DEL GRAPPA PRESENTAZIONE DEL CAMMINO NATURALISTICO-DEVOZIONALE “TRA FEDE E NATURA” DI 100 KM TRA IL BRENTA E IL PIAVE.
Questo il mio discorso di apertura:

Anastasia Sebellin, Diacono Bruno Martino e Sergio Ballestrin

“Buona sera a tutti, un saluto anche da parte mia e un ringraziamento particolare al Comune di Borso del Grappa ad iniziare dal Sindaco Flavio dall’Agnol che ho già avuto modo più volte negli anni ad incontrare ed apprezzare, ai suoi collaboratori ed a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questa serata. Siamo qui a presentare il CAMMINO NATURALISTICO-DEVOZIONALE “TRA FEDE E NATURA” ideato da Sergio Ballestrin ed Anastasia Sebellin, adottato dal Progetto della UNITA’ PASTORALE SINISTRA BRENTA DI BASSANO DEL Grappa (Parrocchie di Santa Maria in Colle, San Vito, San Marco, San Leopoldo), denominato: “Insieme per la Salvaguardia del Creato: Una proposta aperta a tutti”. Sono il responsabile di questo progetto generale, ed è stata una grande gioia inaugurare il Cammino TRA FEDE E NATURA a BASSANO, nel dicembre 2019, in sala Martinovich del Centro Giovanile, in presenza anche dell’Abate don Andrea Guglielmi e tante persone della pedemontana.
Ma cosa è un cammino naturalistico-devozionale? Che futuro può avere nel panorama dei cammini già esistenti nazionali ed europei? Diceva Johann Wolfgang von Goethe, famoso scrittore, poeta e drammaturgo tedesco: “La coscienza dell’Europa è nata in pellegrinaggio”. Nel senso che è necessario mettersi in cammino per conoscere, salvaguardare, promuovere le culture , le genti, l’ambiente naturale, fraternizzare e creare una nuova società solidale, giusta e rispettosa. Le nazioni europee sono attraversate da molti cammini naturalistici e devozionali che portano questo messaggio di fraternità e di pace da una regione all’altra, da una nazione all’altra. Il cammino naturalistico devozionale è un cammino lento, che riconosce, apprezza e medita su ciò che incontra.
Il cammino che presentiamo stasera, di 100 Km. dal Duomo di “Santa Maria in colle” nel centro storico di Bassano al Piave e ritorno a Bassano, non attraversa né Regioni né Nazioni. Ma è inconfutabilmente l’unico a rappresentare pienamente il comprensorio tra il Brenta e Piave, esalta e promuove ogni altra espressione del paesaggio culturale di questa nostra area pregna di storia, di tradizioni, di paesaggi irripetibili, nella contestualità di montagne, pianure, fiumi, ruscelli, valli e colline bellissime, biòtopi ed aree pregevolissime da preservare. Strade, carrarecce, viottoli, sentieri, contesti urbani e rurali, conducono in questi spazi ormai sacralizzati dall’uomo che tra il Brenta ed il Piave, ha nei secoli edificato chiese, chiesette, edicole sacre, oratori, santuari … Qui tra questi nostri colli, tra le pieghe delle prime balze delle nostre sacre montagne, tra questa natura ancora meravigliosa come vedremo tra poco nel filmato, occorre risperimentare la nostra condizione di pellegrini, di andar pellegrini non in realtà separate ma in una dimensione che le molteplici forme della fede e della natura rendono mista e unica in un paesaggio variato morfologicamente ma non nelle sue capacità di commuovere, di emancipare la nostra consapevolezza e sviluppare per noi e le nuove generazioni, attraverso questi cammini, i necessari progetti di conoscenza, salvaguardia e promozione della nostra amata pedemontana veneta del Monte Grappa.
L’dea di Sergio e Anastasia, ripeto, mi ha colpito profondamente quando pochi anni fa mi è stata da loro presentata. L’ho recepita non solo come opportunità importante per questo territorio, ma con il loro beneplacito la ho inserita tra gli obiettivi più importanti del progetto generale che sto portando avanti a Bassano dal 2019, nella Unità Pastorale sinistra Brenta, fiducioso di poterla concretizzare e contribuire a farla affermare, istituzionalizzarla per così dire nel comprensorio e non in antagonismo, ma con profondo rispetto per tutta la sentieristica esistente. Come responsabile del progetto generale, sottolineo le seguenti necessità:
– Di porre, negli snodi più importanti, una opportuna segnaletica e siamo già a buon punto come decisioni prese.
– Di continuare a presentare questo Cammino in ogni Comune che attraversa. Finora è stato presentato a Bassano, San Zenone/Mussolente, Fonte, Crocetta del Montello, Asolo, stasera a Borso del Grappa. Abbiamo altre due presentazioni certe: 12 Novembre 2021 CAI di Montebelluna, 26 Novembre con Italia Nostra nella Biblioteca di Crespano, 15 Marzo 2022 Università Popolare di Crocetta, Valdobbiadene, Pederobba, Vidor ed in altri Comuni tra Brenta e Piave.
– Questo Cammino ha assoluta necessità di essere accolto e promosso nelle proprie Parrocchie dalle diocesi che attraversa (Treviso, Padova, Vicenza) e prioritariamente dalla Diocesi di Treviso che ha circa 50-60 parrocchie nel territorio attraversato.
– Le diocesi di Vicenza e Padova hanno invece pochissime parrocchie: 6 circa tra Bassano e Pove e solo qualcuna 3-4 in diocesi di Padova.
– Vanno coinvolte le Commissioni diocesane per la Salvaguardia del Creato, per lo stesso motivo di quanto appena detto a partire da quella di Treviso. Senza l’ingresso diretto nel progetto della Diocesi di Treviso sarà impossibile dare il giusto risalto e continuità alla affermazione nel territorio di questo importantissimo progetto.
– Secondo me dovrà essere realizzato un Corso per accompagnatori ed i principali docenti non potranno che essere Sergio ed Anastasia…
– Ho presentato di persona nelle grandi linee al Vescovo di Treviso Mons. Michele Tomasi questo nostro cammino e donato a lui qualche Mappa e mi ha confermato che questi percorsi naturalistici/devozionali assumeranno una importanza progressivamente crescente.
– Grazie a tutti coloro che ci sostengono ed in particolare: U.P. Sinistra Brenta di Bassano, Comune di Mussolente, Comune di San Zenone, Casa don Paolo Chiavacci, Ass.ne Sentieri Natura di Mussolente, Associazione Sentieri Natura di San Zenone. Sui Sentieri degli Ezzelini.
– Ringrazio di cuore Sergio ed Anastasia che sono persone splendide, escursionisti tra i più attivi e preparati del territorio pedemontano e montano, persone belle che soffrono e lottano per le criticità ambientali presenti nel territorio, che amano e vivono quotidianamente passo per passo il Cammino che propongono. Sergio tra l’altro immortala in tele magnifiche, delle quale sono sinceramente innamorato, ciò che incontra nelle sue escursioni e Anastasia ha una conoscenza botanica profonda e preziosa che dona quotidianamente a tutti noi. Sono anche da anni volontari del Centro don Paolo Chiavacci, altro punto di riferimento preziosissimo per noi. Non farò mancare loro mai e per nessun motivo la mia vicinanza ed il mio aiuto.
Concludo sottolineando ancora l’importanza per le persone del nostro comprensorio di tornare ad essere più pellegrini che visitatori-escursionisti. Il pellegrino infatti compie nel suo andare un atto di devozione, di rispetto, di fraternità, di pace rivolto al territorio, ai segni visibili che incontra o che percepisce, materiali e spirituali, in un continuo andare, avanzare, in una irresistibile ricerca del cuore e dell’anima. Una ricerca che si esprime nella coscienza, nella consapevolezza dell’opera di Dio nei confronti del Creato e dell’opera dell’uomo come risposta celebrativa nei confronti del suo Dio creatore. E’ necessario, indispensabile, rimettersi in cammino anche nel nostro territorio. Sergio e Anastasia con la loro splendida idea ce ne danno l’occasione. Un Cammino, il loro, che ci spinge avanti alla ricerca di ciò che non riusciamo più a trovare, a ottenere nella vita quotidiana che non ci lascia più la opportunità di meditare, per ritrovare se stessi, per uniformarsi ai ritmi della natura e del bello che ci circonda e per riscoprire la presenza di Dio, là dove, comunque, non ci si può sottrarre, tra i nostri splendidi campi e le nostre colline. alla esperienza dell’Assoluto. BUONA CONTINUAZIONE DI SERATA A TUTTI!

22/09/2021 – Un amico in casa

ORE O4.30 DEL 22 SETTEMBRE 2021
Uno degli amici Ricci che vivono tra i nostri giardini , orti e siepi, è venuto a trovarci a casa, si è seduto con noi e, dopo avermi raccomandato di “Fare il bravo” e dopo aver mangiato qualcosa . se ne è tornato sotto le Ortensie tra gli alberi di Melo..
Una meraviglia….
Diacono Bruno Martino