ALNUS GLUTINOSA (Ontano nero)

ONTANO NERO – (Alnus glutinosa (L.) Gaertenr – Betulaceae)

L’Ontano nero, in lingua veneta “Onèra”, è un albero alto da noi anche 15 metri che vive ancora abbastanza numeroso lungo piccoli e grandi corsi d’acqua e nei boschi umidi del territorio della Pedemontana del Grappa.

E’ una pianta splendida che ha un legno praticamente imputrescibile e che quindi si è sempre prestato per costruzioni in zone paludose o lagunari. Erano stati costruiti con i piloni di Ontano, infatti, anche molti antichi edifici di Venezia Ora lo stiamo distruggendo ovunque, perché “non ha mercato”, tra l’altro indebolendo di molto gli argini dei piccoli ruscelli e “rostine” interpoderali che, con la variazione climatica in corso ed il conseguente aumento dei fenomeni estremi che portano anche da noi piogge tropicali, aumentano il rischio di esondazione e di allagamento del territorio che quindi possono divenire reali ed altissimi con grave pregiudizio per colture, uomini, cose e animali.

Fin dalla preistoria, ancor prima delle bonifiche nella pianura padana, quando si era più soggetti quindi a febbri “intermittenti”, malariche, le foglie dell’Ontano nero venivano usate in più modi per tentare di far guarire la persona che ne era affetta vivendo in questi ambienti acquitrinosi. Ho letto che veniva fatto sdraiare nudo il malato di queste febbri malariche su un letto caldo di foglie di “Onèra”, di Ontano nero appunto, e coperto con altre foglie calde della stessa pianta ed in questo modo sudava tantissimo e ne trovava giovamento. Questa pratica tra l’altro confermerebbe la teoria della tradizione popolare ed in qualche modo anche la “Dottrina della Signatura”, secondo la quale le piante che vivono nelle zone umide hanno principi attivi utili a curare i malanni legati proprio all’umidità, quali febbri malariche, affezioni dell’apparato respiratorio, sinusiti, mal di testa derivanti da raffreddamento, dolori articolari etc . E’ il caso dell’Ontano nero del quale ancora oggi si usano le gemme in estratti per queste piccole patologie da raffreddamento, della Salcerella, del Salice bianco etc. Il legno dell’Ontano nero, diventa … giallo quando è stagionato e si dimostra durevole in inverno. E’ di facile lavorazione e per questo serviva agli zoccolai per ricavare zoccoli e ancora oggi qualcuno lo usa per ricavare manici per scope. Dalla corteccia, dalle foglie, dai frutti e, anche qualcuno dice, dai fiori, si ottengono tinture naturali tra le quali il giallo, il verde, il nero etc.. Ho trovato spesso traccia di questo anche in alcune comunità dove per tingere tessuti e stoffe si usano solo appunto tinture naturali ricavate anche dall’Ontano nero come usava fare l’industria tintoria del ‘700 e dell’800 da quanto riportano alcuni testi.

Bibliografia: Diacono Bruno Martino, naturalista.

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