POPULUS CFR. CANESCENS (AITON) – Pioppo gatterino

PIOPPO GATTERINO – (Populus cfr. canescens (Aiton) Sm. – Salicaceae)

I Pioppi fanno parte, insieme ai Salici, della famiglia delle Salicaceae, piante assolutamente importanti non solo perché costituiscono una parte rilevante, anche percentualmente, del nostro patrimonio vegetale, ma anche il sostegno che hanno dato da sempre all’uomo fin dalla sua comparsa su questo pianeta.

Infatti Il Pioppo ha una parte importante nell’arboricoltura da legno: viene infatti impiegato per vari usi come la fabbricazione di fogli e pannelli di compensato, cassette da imballaggio, fiammiferi, carta etc. Apprezzato anche per motivi ornamentali, viene impiegato nei parchi, nei giardini e nei viali delle città. Lo si può trovare in tutta Europa fino al Circolo polare, nell’America settentrionale, in Asia e nell’Africa del Nord. Anche le amiche api, mediatrici per eccellenza tra il regno vegetale e l’uomo, dalla sostanza vischiosa che le premurose piante di Pioppo usano per cospargere le proprie gemme, costituita per almeno il 54% di resine e balsami, bottinandola già ai loro primi voli di fine inverno, preparano la Propoli.

Una sostanza che la Mamma albero premurosamente secerne per salvaguardare dal gelo, dalle muffe, dalle malattie varie le proprie tenere gemme e che l’ape bottina arricchendola di proprie secrezioni poi nel suo nido e la userà per cospargere le cellule esaedriche dove la regina deporrà le uova, le fessure del nido ed i corpi degli animali che invadono l’alveare, che le api subito uccidono e che poi cospargono, mummificandolo, appunto con questa sostanza. Anche noi facciamo uso di propoli che coadiuva una azione, sembrerebbe, “antibiotico simile” e cicatrizzante ed altre secondo usi che ci sono pervenuti maggiormente dai paesi dell’Est Europa.

Non è consigliabile seguire alla lettera queste definizioni popolari, primo perché annoverare la Propoli tra gli antibiotici, non è legale, non è corretto e poi attenzione, prima di usarla, fare delle prove tenendo conto che può provocare reazioni allergiche. Personalmente ne faccio uso da sempre per le piccole cose di ogni giorno ma lungi da me da sostituirla ai farmaci e consigliare di farlo. I Pioppi sono piante interessanti anche a livello erboristico. Ad esempio il Pioppo nero, che si usa specialmente in estratti ed in gemmoderivati, è ricco in crisina, populina, tannini ed essenze aromatiche, ma anche in bioflavonoidi (che possono coadiuvare un miglioramento all’elasticità delle pareti delle vene), avrebbe, secondo alcuni autori “un tropismo elettivo per i vasi arteriosi degli arti inferiori, con proprietà vasotoniche, spasmolitiche sulla tonaca vasale arteriosa, di regolazione della circolazione, indicato nelle più varie affezioni venose (flebiti, disturbi emorroidari, disturbi dati dalle varici o dalle congestioni endopelviche). Possiede anche un’azione antinfettiva generale, con particolari indicazioni nelle bronchiti, nelle tracheiti, nelle infezioni delle vie urinarie.” (Fonte: www.fitorimedinaturali.it)
I Pioppi, ed in generale la famiglia delle Salicacee alla quale appartengono, hanno una spiccata tendenza a creare ibridi, alcuni noti, come il Pioppo gatterino, ed altri di difficile identificazione in ogni bosco specie umido. A suo tempo, per tentare di spiegare in maniera semplice e come in una favola questo fenomeno, ho incluso un capitolo ad una mia pubblicazione che riporto qui di seguito con la speranza che qualcuno lo possa leggere fino in fondo e trovarne giovamento avvicinandolo con un criterio lirico, aulico, di riflessione e desiderio di conoscenza.

Bibliografia: Diacono Bruno Martino, naturalista.

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