ROBINIA PSEUDOACACIA L. (Robinia)

ROBINIA – Robinia pseudoacacia –  L. famiglia Leguninosae

Originaria del Nord-America, dove forma dei boschi puri, fu importata nel vecchio continente agli inizi del seicento, ad opera di J. Robin, che curava l’orto botanico del re di Francia. In Italia,  è ormai naturalizzata e di alta competitività, formando dense boscaglie a rapido accrescimento e veloce disseminazione spontanea.

Di facile coltivazione per la sua rusticità, la Robinia viene impiegata per la costruzione di siepi e frangiventi densi o di macchie su terreni poveri. Ha importanza forestale in quanto grazie al suo fitto apparato radicale, rinsalda rive e scarpate. Specie molto invasiva, si adatta ad ogni tipo di terreno, dal piano fino alla collina.

Il nome acacia deriva dal termine greco akis=spina. Il riferimento è a una delle caratteristiche principali di questa specie, ossia i rami ricoperti da forti aculei. Pianta caducifolia, si spoglia completamente durante l’inverno. Può assumere molte forme a seconda di come viene potata. Con la forma ad albero raggiunge anche l’altezza di 25-30 metri, sviluppando un tronco vigoroso, dalle caratteristiche inconfondibili. Una sua variante è la ROBINIA HISPIDA, (Falsa acacia) robinia dai bei fiori rossi, e diffusa solo a scopi ornamentali.

I fiori dell’acacia sono la parte più preziosa dell’albero. Sono di tipo ermafrodito e si trovano riuniti in infiorescenze a racemo, lunghe dai 10 ai 30 cm.  Hanno la corolla tipica delle papilionacee, simile a quella del fagiolo, di colore bianco. Sono molto vistosi, profumati e ricchi di nettare.

Sono fiori melliflui particolarmente amati dalle api, con cui riescono a produrre un miele monoflorale, chiaro e fluido, molto gustoso: il famoso miele d’acacia. Chi possiede piante di acacia in giardino, da aprile a giugno, tempo di fioritura, udirà per tutto il giorno un ronzare continuo di api, un via vai frenetico per accaparrarsi il nettare di questi fiori.

I frutti dell’acacia sono dei legumi, grandi dai 5 ai 10 cm.

Hanno una forma schiacciata, di colore bruno-rossastro, pieni di semi reniformi, molto duri, bruni con macchie scure. Il baccello si apre a maturità in autunno, ma persiste sulla pianta anche in inverno

Oltre che per produrre il delizioso miele d’acacia, i fiori sono commestibili anche tal quali, tanto che da bambino, si usava mangiarli crudi (I dolci in genere un tempo scarseggiavano)
Si possono raccogliere prima della completa apertura ed è bene che vengano privati dei gambi.
Si usano per la preparazione di ottime confetture miste, alle quali regalano un gradevole aroma. Un po’ simile al fiore di sambuco, il fiore d’acacia è dolce e profumato. In alcune regioni il grappolo intero viene immerso in pastella e poi fritto,

oppure spesso usato per fare gustose frittate.

Un piatto semplice ed antico che lascerà a bocca aperta i vostri commensali.

Sempre dai fiori si estrae un prezioso olio essenziale, che viene adoperato nella profumeria.
Anche i semi sono commestibili, ma di scarso gusto e valore.

Altre parti della pianta sono tossiche, in particolare le spine, la cui puntura genera una grossa infiammazione.

BIBLIOGRAFIA: Guido Testi

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