Due anni fa ho iniziato un altro accompagnamento per incarico di un Ente pubblico a Bassano del Grappa. Il problema del mio amico del quale già vi ho parlato si è complicato perché putroppo oltre al suo personale uso di Cocaina e Crack si è aggiunto,strettamente legato con il suo, un altro componente della sua famiglia, un suo genitore che ha il problema dell’alcol. Vi confermo ancora ciò che vi avevo accennato e cioè che il figlio e’ stato accettato in una importante Comunità protetta dove starà per 6 mesi ed in questo periodo nessuno potra’ contattarlo e nemmeno lui potrà telefonare o incontrare famiglia ed amici, solo i professionisti della struttura e delle Dipendenze ASL.
Tenendo conto che non fa uso di sostanze già da cinque mesi, potrebbe essere il momento buono di uscire dal tunnel in cui da anni si è cacciato. Lo stesso il genitore che go incontrato stamattina, coinvolto dall’alcol in una analoga situazione, sono già diversi mesi che non beve. La famiglia non sempre capisce che se gli specialisti proibscono di fare qualcosa, anche di ricevere telefonate, fa parte delle misure indispensabili per portare fuori dall’ambito del consumo di sostanze i nostri ragazzi, non è per cattiveria ma perché regole, criteri, lodiche, modalità rieducative etc fanno parte di ciò che è indispensabie seguire per potersi iberare dalle catene appunto della droga, qualunque essa sia. Purtroppo anche l’amore di una madre, lecitissimo, se male interpretato, porta ad un affanno di tutto il gruppo di lavoro e principalmente al suo ragazzo in cura. Non sempre è possibile far capire questo, specie ad una mamma o un famigliare che non vede l’ora che la storia sia finita e il famigliare coinvolto possa reinserirsi nella comunità a pieno titolo, trovare lavoro e mettere su famiglia. Questo servizio a volte mi sembra un…servizio d’amore sì, ma un amare…a perdere… perché per anni le soddisfazioni non sono molte e spesso le cose purtroppo terminano in un suicidio o in una situazione di immutabilità o di continue ricadute …Anche il Signore ci ama spesso a perdere…e su questa considerazione ho trovato negli anni il coraggio di continuare a…servire ed amare….a perdere…. Grazie Signore. Senza di Te, senza il Tuo aiuto possiamo fare veramente poco, lo sai… Ti prego, fa che pian piano questo amico ed il suo famigliare, preda anch’esso della disperazione, volgano definitivamente il loro sguardo smarrito verso di Te e in te rimangano, in Te che sei Amore vero ed eterno. Continua ad aiutarli,Padre buono e fedele nel Tuo Amore. Tu li conosci, sono persone buone e sensibili, aiutali a liberarsi dal giogo della dipendenza e della alienazione. Fa capire loro che l’unica strada per uscire è AFFIDARSI AI PROFESSIONISTI CHE LI SEGUONO NELLE STRUTTURE PUBBLICHE ED IN QUELLE DI ACCOGLIENZA DECISE DALLE STRUTTURE PUBBLICHE. AFFIDARSI ANCOR PIU’ CHE FIDARSI, affidarsi è secondo me il termine giusto, anche se le regole diventanoman mano sempre più dure….finché le resistenze interne cominciano a cedere sotto la determinazione di chi comincia a sentire prioritario sciogliere i legami con la droga. Ti scongiuro Padre! Diacono Bruno Martino


